Compagni di Banco – Fotografia e Installazione – MEOC – Museo Etnografico – Aggius – 2008
I bambini -“le generazioni future“, dal punto di vista degli adulti – sono in realtà qualcosa di diverso. Sono la soglia fragile e sensibile fra la lunga durata e l’immediato futuro della collettività. I loro ricordi sono freschi, il loro sguardo sul passato è un misto di rispetto e giocosità, la loro memoria è tutta tesa verso il presente e sull’incombenza di ciò che avviene. Sono generazioni presenti. È forse per ciò che un grande studioso delle culture definiva i bambini i migliori fruitori dei musei, capaci di giocare là dove gli altri contemplano; capaci di infrangere l’aura sacrale dell’arte in bacheca o della cultura fattasi istituzione; capaci di riportare l’arte e la cultura alla loro radice di mondana creatività, ovvero di creatività che serve a generare altra creatività: altro pensiero, altre emozioni, altri gesti, altre storie. Dal testo in mostra di Franciscu Sedda – docente di Semiotica – Università Tor Vergata e La Sapienza di Roma.
Gli alunni della scuola elementare di Aggius sono statti ritratti due alla volta, nel gesto di sussurrare qualcosa all’orecchio del proprio compagno/a di banco, evocando, scatto dopo scatto, una catena invisibile, la stessa che per secoli ha permesso in Sardegna la trasmissione orale delle storie e della sapienza da una generazione all’altra. Gli stessi protagonisti delle foto, hanno poi preso parte all’allestimento della mostra fotografica negli ambienti del MEOC, inserendo i propri ritratti tra telai, oggetti di uso quotidiano, strumenti di lavoro, presenti nel museo etnografico del loro paese. (In questa galleria, è presente solo una parte del lavoro).

